Quant’era bella e svariata la vita!
Come si succedevano velocemente
le gioie e le delusioni,
come si alternavano le stagioni,
quando il tempo ci bagnava nella sua corrente!
E talvolta bastava il volo di un uccello
a disegnare in cielo la vastità del tramonto.
Ora invece che cosa siamo?
Solo un profumo di fiori appassiti,
una fotografia strappata;
non abbiamo lasciato una traccia sugli specchi;
nei fiumi in cui bevemmo le acque sono mutate
e gli alberi che amavamo sono ormai tutti abbattuti.

Ah chi di noi un giorno non è stato 
come una statua di alabastro
illuminata interiormente,

sulla schiuma iridata delle ore!
Come un orecchio al sole trasparente
il nostro corpo acceso era venato
di rosa e risplendeva.

Abbi fiducia nella vita
e non nelle ideologie;
non ascoltare i missionari
di quest’illusione o quell’altra.

Ricorda che c’è una sola cosa
affermativa, l’invenzione;
il sistema invece è caratteristico
della mancanza d’immaginazione.

Ricorda che tutto accade
a caso e che niente dura,
il che non ti vieta di fare
un disegno sul vetro appannato,

né di cantare qualche nota
semplice quando sei contento;
può darsi che sia un bel disegno,
che la canzone sia bella:

ma questo non ha certo importanza,
basta che piacciano a te.
Un giorno morrai; non fa niente,
poiché saranno gli altri ad accorgersene.

Vivere è percorrere il mondo
attraversando ponti di fumo;
quando si è giunti dall’altra parte
che importa se i ponti precipitano.

Per arrivare in qualche luogo
bisogna trovare un passaggio,
e non fa niente se scesi dalla vettura
si scopre che questa era un miraggio.

© 2023 J. Rodolfo Wilcock - Tutti i diritti sono riservati.

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