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"Che l’uomo si dimeni follemente o rimanga seduto in una poltrona, il risultato sarà alla fine sempre lo stesso: la sua vita sembrerà un sogno, come un sogno trascorsa, come un sogno dimenticata. Giudicare una vita è dunque giudicare un sogno; e chi ha voluto giudicare la vita di Ezra Pound diventa inconsapevolmente una delle figure del suo sogno. Nel quale tutte le epoche e i luoghi si confondono: il Medioevo, gli Stati Uniti, l’Impero Romano, la Cina."
"Che l’uomo si dimeni follemente o rimanga seduto in una poltrona, il risultato sarà alla fine sempre lo stesso: la sua vita sembrerà un sogno, come un sogno trascorsa, come un sogno dimenticata. Giudicare una vita è dunque giudicare un sogno; e chi ha voluto giudicare la vita di Ezra Pound diventa inconsapevolmente una delle figure del suo sogno. Nel quale tutte le epoche e i luoghi si confondono: il Medioevo, gli Stati Uniti, l’Impero Romano, la Cina."
La carriera di Ludwig Wittgenstein è un esempio tipico di successo, quel successo peculiare che il mondo riserva alle sue intelligenze più alte. A ventiquattro anni teneva lezione ai migliori filosofi d’Inghilterra, a trentacinque era famoso in tutta Europa, ..."
"Ci sono state epoche in cui gli artisti potevano esprimersi in fretta, qualunque cosa facessero sembrava trasfigurata da una felicità inspiegabile, come se tutti fossero stati condannati a morire giovani e quella luce che cerca di palesarsi attraverso le opere umane avesse deciso di illuminare in fretta la totalità di quei corpi mortali che dovevano trasmetterla, Keats, Mozart o Marlowe. In altre epoche quella luce diventa riluttante e l’artista la raggiunge a fatica, e ciò che è improvvisato riesce spento, la luce di cui l’epoca manca non poteva toccarlo; bisogna fabbricarla, ed è una luce artificiale."
"L'idea tibetana forse più profonda, che soltanto adesso comincia ad albeggiare in Occidente (non si sa se come inizio di una rassegnata decadenza o di una maggiore comprensione) è questa: «Il mondo esiste, ma non è reale»..."
"L'idea tibetana forse più profonda, che soltanto adesso comincia ad albeggiare in Occidente (non si sa se come inizio di una rassegnata decadenza o di una maggiore comprensione) è questa: «Il mondo esiste, ma non è reale». Ogni atomo è un universo, riempito di miliardi, anzi di miriadi di esseri e di Budda, peraltro tutti occupati a fare qualcosa di diverso."
"Ogni scrittore, da quando l'arte di scrivere esiste, ha scritto e scrive per una società (che può anche essere di sole dieci persone), la società cioè alla quale egli appartiene. Esiste una differenza fondamentale tra il fatto di scrivere per una società e quello di scrivere per la folla..."
"Ogni scrittore, da quando l'arte di scrivere esiste, ha scritto e scrive per una società (che può anche essere di sole dieci persone), la società cioè alla quale egli appartiene. Esiste una differenza fondamentale tra il fatto di scrivere per una società e quello di scrivere per la folla. La società ha una Weltanschauung, un sistema vivo di pensiero, e vuole, per sentirsi vivere, lo stimolo di nuovi pensieri. La folla invece è inerte, non pensa e non può assimilare pensieri, né nuovi né vecchi."
Quando non si è più giovani ci si sente a volte sopraffatti dall’impressione che tutti i giovani siano stupidi, dalla certezza quasi che la loro ignoranza e la loro presunzione non meritino tenerezza bensì disprezzo; seme volgare della futura pianta storta, già bruciato dalla gelata..."
Quando non si è più giovani ci si sente a volte sopraffatti dall’impressione che tutti i giovani siano stupidi, dalla certezza quasi che la loro ignoranza e la loro presunzione non meritino tenerezza bensì disprezzo; seme volgare della futura pianta storta, già bruciato dalla gelata. Questa è un’impressione falsa, e la sua causa è l’abitudine di fare un confronto tra gli autori letti e le persone che vediamo tutti i giorni. Nei libri conversiamo con le intelligenze più vigorose della storia, nelle nostre giornate conversiamo con qualche persona che il caso ci ha messo accanto.
Posti uno accanto all’altro, i libri finora scritti a spiegazione e commento del Tractatus farebbero una fila lunga cento metri almeno; nel catalogo quasi totale della biblioteca del British Museum, i riferimenti a Wittgenstein hanno ormai superato in quantità i riferimenti a Kant..."
Posti uno accanto all’altro, i libri finora scritti a spiegazione e commento del Tractatus farebbero una fila lunga cento metri almeno; nel catalogo quasi totale della biblioteca del British Museum, i riferimenti a Wittgenstein hanno ormai superato in quantità i riferimenti a Kant. Pubblicare il Tractatus non fu semplice; di ritorno dall’Italia, Wittgenstein si rivolse a diversi editori, i quali, com’è ovvio, non erano in grado di capire una pagina del testo; non perché non sia chiaro, ma perché gli uomini capiscono di solito quello che sanno già.
La carriera di Ludwig Wittgenstein è un esempio tipico di successo, quel successo peculiare che il mondo riserva alle sue intelligenze più alte. A ventiquattro anni teneva lezione ai migliori filosofi d’Inghilterra, a trentacinque era famoso in tutta Europa..."
La carriera di Ludwig Wittgenstein è un esempio tipico di successo, quel successo peculiare che il mondo riserva alle sue intelligenze più alte. A ventiquattro anni teneva lezione ai migliori filosofi d’Inghilterra, a trentacinque era famoso in tutta Europa, a quarantacinque era diventato una leggenda. «Era forse l’esempio più perfetto di uomo di genio che io abbia mai conosciuto», scrisse di lui Bertrand Russell che pure ne aveva conosciuti tanti: «Appassionato, profondo, intenso e dominatore. Possedeva quel tipo di purezza che non ho mai riscontrato in nessun altro uomo».
